Angelo Michele Iannacchino
Eccelso protagonista della storia sturnese è Angelo Michele Iannacchino, discendente di un’antica famiglia rocchese, a sua volta originaria di Atripalda e stabilitasi a Sturno nel’700. L’illustre personaggio nacque a Sturno nel 1839. Studiò presso il seminario diocesano di Avellino, distinguendosi per acume ed altruismo. Restò in seminario fino al 1864, anno in cui fu ordinato sacerdote. Conseguì la laurea in lettere classiche presso l’università di Napoli. Fu arciprete della Parrocchia di S. Domenico e S. Francesco, in Sturno, per ben 27 anni. Fu un valente oratore ed espletò le sue mansioni con serietà, bontà ed umiltà, doti speciali e caratteristiche del parroco Iannacchino. Insieme all’economo don Luigi Maria Forgione lavorò per l’incremento della parrocchia, per le manifestazioni religiose e per le solennità delle feste. Con don Luigi Maria Forgione compose anche lavori drammatici, accolti sempre con plauso ed ammirazione dal pubblico. Nonostante gli oneri della parrocchia, non tralasciò lo studio e redasse molte opere a carattere storico - letterario, tra cui la più notevole è la Topografia Storica dell’Irpinia in quattro volumi, apprezzata dai dotti, non solo in Italia, ma anche all’estero. Nel 1896, è eletto vescovo ad honorem. Tra i suoi alunni sono da annoverare: il Cardinale Luigi Maglione (Segretario di Stato di Papa Pio XII) ed il Cardinale di Napoli Alfonso Castaldi. Ad Avellino gli fu intitolata una strada in qualità di storico-letterato; mentre nel suo paese natale gli fu intestata una strada in qualità di vescovo. Morì a Sturno nel 1920, ma resta imperitura la sua figura di Parroco e di Vescovo nelle pagine della storia.