John Michele Aufiero
Un munifico compaesano che, si distinse per acume ed ingegno è, John Michele Aufiero. Questi dopo essere emigrato negli Stati Uniti ed aver accumulato un’ingente fortuna, ne destinò una considerevole parte all’abbellimento del suo amato paese natìo. Nacque a Sturno nel 1887 e trasferitosi, in giovane età, negli Stati Uniti d’America, dove si segnalò subito per i suoi numerosi talenti e, in particolare, per il brevetto del claxon elettrico per auto, la cui invenzione sembra, però, si debba attribuire al fratello Emanuele. Sulla figura dell’insigne personaggio, R. Pazzaglia ha curato un bel servizio per Il Mattino Illustrato, Anno III, numero 12 del 24 marzo 1979. "Emigrato a 18 anni negli U.S.A." - scrive Pazzaglia -" andò a fare il minatore. Camminando nell’oscurità col piccone sulla spalla, il ferro dell’arnese urtò su di un filo scoperto e la massa fece scoccare una scintilla. Su questo principio egli costruì il claxon, che brevettò in tutto il mondo. I soldi che incassava dal brevetto in Europa, li spendeva per Sturno (…). Dimostrò le sue capacità imprenditoriali, gestendo grossi stabilimenti a Brooklyn ed in California. Conservò sempre ben saldo nel suo cuore l’amore per la sua indimenticata Sturno, tant’è che finanziò la costruzione di opere di notevole interesse architettonicoe sociale: la facciata ed i campanili dell’originaria Chiesa Badiale di S. Michele Arcangelo; l’imponente edificio scolastico delle Scuole Elementari , al completo di tutti gli arredamenti; il Monumento ai Caduti, che si erge al centro della piazza a lui intitolata; l’Asilo – Orfanotrofio, in seguito donato al comune dalle suore Betlemite, ristrutturato dopo il sisma dell’Ottanta, dal novantanove adibito a casa di riposo per anziani. Inoltre, provvide all’ampliamento della parte anteriore del Cimitero. Nel 1937 fu insignito della Commenda della Corona d’Italia e della Medaglia d’Oro, quale benemerito della Pubblica Istruzione. Dopo un’esistenza costellata di sacrifici, ma anche di gratificazioni e di riconoscimenti e, soprattutto, sempre caratterizzata da un profondo legame col suo paese natale, morì a Brooklyn nel 1955.